L’Italia è uno tra i primi paesi al mondo per quel che riguarda il consumo di latte pro capite, ed il rapporto agricolo del 2019 ha fatto registrare un lieve incremento rispetto i consumi relativi all’anno precedente. Noi italiani fatti siamo abituati sin dalla tenera età ad assumere quotidianamente questo prezioso alimento, ottimo per il gusto ma anche per le sue qualità benefiche di cui il nostro organismo può beneficiare, e lo utilizziamo anche spesso in cucina per preparare tantissime ricette che vanno dagli antipasti al dolce.

Il consumo pro capite di latte in Italia

Queste sono le principali motivazioni per le quali l’Italia è uno tra i primi paesi in Europa per quel che riguarda il consumo pro capite di latte. La normativa di settore è anche per questo motivo particolarmente restrittiva e fa sì che tutti gli operatori del settore, a partire dagli allevatori fino a coloro i quali si occupano della lavorazione del prodotto destinato alla vendita, debbano attenersi a precise misure restrittive e standard di qualità, pena il blocco della produzione e pesanti sanzioni amministrative per quanti non rispettano tali restrizioni.

In particolar modo la carica batterica del latte crudo è in grado di determinare la sua qualità. Se Infatti il numero di cellule somatiche per millilitro risulta essere troppo elevato, molto probabilmente ciò significa che uno o più capi facenti parte del percorso produttivo presentano una infiammazione che sta al momento alterando la qualità dell’intera produzione di latte.

La mastite nei bovini

La più classica delle infezioni che riguarda le mucche da produzione è quella della mammella, la cosiddetta mastite bovina, per la quale è bene isolare il capo in questione una volta individuato, così da potergli garantire le cure necessarie e al tempo stesso evitare che il suo latte, con una carica batterica così elevata, possa contaminare l’intera produzione. Questa infezione si presenta tipicamente quando vi sono delle carenze igieniche nella stalla o comunque nelle attrezzature che entrano in contatto con l’animale e con il latte nel momento in cui viene stoccato.

Proprio per questo motivo, chi lavora nel settore lattiero-caseario ha la necessità di monitorare in maniera costante la qualità del latte prodotto e dunque la carica batterica di quest’ultimo in tempo reale ed in diverse fasi della produzione. Ciò consente di poter interrompere immediatamente la produzione qualora si dovessero riscontrare un numero eccessivo di cellule somatiche nel latte crudo ed evitare dunque di andare a sprecare oò proprio lavoro e soprattutto sprecare la produzione.

Gli strumenti di Bentley Instruments

Fermandosi si avrà invece la possibilità di andare ad individuare le ragioni legate a cellule somatiche così alte, e riprendere successivamente la produzione superando questo problema. Ad aiutare gli operatori del settore in queste operazioni vi sono gli strumenti che Bentley Instruments commercializza.  Grazie Infatti a dispositivi quali SOMACOUNT™ FC è possibile analizzare fino a 300 campioni di latte all’ora, così da poter determinare in qualsiasi momento il conteggio cellule somatiche latte e apportare tempestivamente degli interventi qualora i dati analizzati dovessero evidenziare la necessità di un intervento da parte dell’allevatore o dell’azienda che si occupa della lavorazione del latte.