L’importanza del monitoraggio delle cellule somatiche nel latte

Operare al fine di ottenere una produzione di latte qualitativamente superiore alla media è una priorità per tutti i soggetti che operano in questo settore, considerando soprattutto che oggi i produttori hanno ben recepito la necessità di distinguersi dai competitors ed offrire prodotti lattiero-caseari in grado di mantenere alto il livello di qualità. Diventa a questo proposito importante capire come poter determinare in maniera affidabile la qualità del latte, al fine di riuscire ad intervenire tempestivamente qualora dovessero presentarsi anomalie nelle varie fasi di produzione e lavorazione della materia prima.

È la legge stessa a prevedere che vi siano delle precise regole da rispettare, e standard qualitativi entro i quali bisogna necessariamente attenersi. Uno dei metodi di verifica più importanti per quel che riguarda la qualità è il controllo delle cellule somatiche latte, che è obbligatorio così come il saggio delle placche standard. Esistono anche altre metodologie valide ai fini del monitoraggio della qualità del latte, e tutte concorrono nel far si che eventuali anomalie o problematiche relative alle fasi di lavorazione del prodotto in azienda possano rapidamente essere individuate e risolte per tempo. Per quel che riguarda gli “ambienti” in cui il latte crudo è esposto a maggior rischio di contaminazione, bisogna dire che questa può avvenire già all’interno della mammella o anche al di fuori, così come con il contatto con le attrezzature che vengono utilizzate per la raccolta del latte ed il successivo stoccaggio.

Diventa dunque necessario andare ad effettuare, ai fini della valutazione della qualità del latte crudo, il conteggio delle cellule somatiche presenti. Esse infatti sono un importante indicatore di qualità, ed il loro numero è in grado di suggerire in maniera evidente se la maniera in cui si sta operando sia quella corretta o meno. È la normativa vigente stessa a prevedere un limite massimo per il numero di cellule somatiche presenti nel latte, e questo numero è al momento definito in 300.000 unità per millilitro. Quando il numero di cellule somatiche rientra all’interno dei limiti di legge, questo presenta un gusto migliore e proprietà nutritive decisamente superiori. Un latte che presenta invece un numero maggiore di cellule viene dunque ritenuto di qualità inferiore e dunque non in grado di produrre prodotto caseari d’alto profilo.

La presenza di un numero di cellule somatiche eccessivo nel latte, è solitamente indicatore di una mastite nella vacca, ovvero di una infiammazione che interessa la ghiandola mammaria e che è in grado di far aumentare significativamente il numero di cellule somatiche oltre la quantità prevista dalla legge, influendo negativamente sulla qualità della produzione.

I produttori hanno oggi a disposizione diversi strumenti che consentono loro di stabilire in maniera diretta ed inequivocabile quale sia la qualità del prodotto in lavorazione. Tra questi spiccano gli strumenti proposti da Bentley Instruments, azienda americana con grande esperienza in questo ambito, i quali consentono di determinare in tempo reale la carica batterica latte. I più famosi sono SomaCount FC per quel che riguarda il conteggio delle cellule somatiche, BactoCount IBC & IBCm, per la determinazione della carica batterica e SomaCount FCM per diagnosticare precocemente eventuali mastiti presenti negli animali.

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